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Il Compost

aprile 15, 2011

Il Gruppo Granarolo in Transizione, insieme a Amici della Terra, Banca del Tempo, GranGas, Associazione Orti e Comune di Granarolo dell’Emilia, propone 3 appuntamenti per fare amicizia con il compost!
Come autocostruire una compostiera (anche da terrazzo)? Come utilizzarla correttamente? Perché fare il compost e cosa farci una volta ottenuto?
Gli incontri sono gratuiti e aperti a tutti. Vi aspettiamo!

Come autocostruire una compostiera
Laboratorio pratico in cui realizzeremo insieme due compostiere: una da balcone/terrazzo (adatta a spazi piccoli) e una da giardino.
Sabato 7 Maggio 2011, Ore 10:00 presso l’Associazione Orti, Via Tartarini 9/, Granarolo (BO)

Come utilizzare correttamente la compostiera
L’ABC del compostaggio: Dove posizionare il compost? Cosa inserire o cosa no? Queste ed altre domande per imparare ad ottenere un buon terriccio dai nostri rifiuti organici.
Sabato 21 Maggio 2011, Ore 10:30 presso l’Associazione Orti, Via Tartarini 9/G, Granarolo (BO)

Dal dire al fare
Laboratorio pratico di autocostruzione di una piccola compostiera da balcone e informazioni per un corretto utilizzo della compostiera (sia da giardino che da terrazzo). Adatto anche ai più piccoli, potete venire con i vostri figli!
Domenica 29 Maggio 2011, Ore 10:30 presso il Parco del Verdevolo, Cadriano

Volantino Compost

Il Cambiamento

aprile 7, 2011

E’ con piacere che rinnovo la segnalazione de “Il Cambiamento“: Un giornale, un luogo d’incontro e confronto, un punto di riferimento imperdibile per chi ha deciso di mettersi in movimento.

Al centro l’ecologia, il saper fare, i nuovi stili di vita, la decrescita, la permacultura, l’efficienza energetica, la bioedilizia e molto altro ancora. Ma soprattutto un diverso modo di concepire il giornalismo, la ricerca di un’informazione autentica, lontana da pregiudizi e da influenze economiche e politiche, con un occhio a quello che succede nel resto del mondo, specie in quello lontano dai riflettori dei media. Un giornalismo che torni a proporre le notizie e le informazioni che possono aiutare chi le legge o le ascolta a capire e ad analizzare la realtà e che possa servire a costruire nuove vie per sapere e soprattutto per fare…

Un grazie di cuore a Daniel Tarozzi e a tutto lo staff.

Riporto qui di seguito l’intervista di Deborah Rim Moiso pubblicata il 4 aprile.

Città di Transizione: mettere radici a Granarolo
Continua il nostro percorso tra le città di Transizione italiane. Granarolo dell’Emilia, la seconda realtà italiana ad aderire al movimento delle Transition Towns subito dopo Monteveglio, ce la racconta Daria Casali. Una storia di collaborazione sul territorio, all’ombra dell’inceneritore.
di Deborah Rim Moiso – 4 Aprile 2011
alternative

Daria Casali e Marco Caccia, che tengono tra l’altro un blog che si chiama, manco a dirlo, Marco & Daria, non sono certo persone timide nel muoversi nella rete, la grande rete virtuale fatta di post e commenti, associazioni e gruppi di discussione. Forse per questi due, mi viene da pensare, incontrare il Movimento di Transizione è stato un richiamo alla fisicità del territorio.

È Daria, tra le iniziatrici del Gruppo Guida di Granarolo in Transizione, la seconda realtà italiana ad aderire al movimento delle Transition Towns subito dopo Monteveglio, a raccontarmi la loro storia e i loro progetti. “All’inizio, nel 2008, eravamo in quattro, tutti nuovi arrivi a Granarolo”.

La prima periferia di Bologna offre servizi e spazi verdi, ci sono anche molte realtà associative attive, ma ci vuole tempo per farsi un’idea di chi e cosa ti sta intorno. Per trovare interlocutori e costruire collaborazioni.

Dell’inceneritore invece ci si accorge subito: si vede dalla finestra… Ma come si sente spesso dire a chi è coinvolto nel movimento di Transizione, anche Daria ribadisce: “non ne abbiamo fatto la nostra battaglia. Però riconosciamo che c’è una grande difficoltà ad ottenere informazioni corrette sulle emissioni, la salute, l’energia effettivamente prodotta. E ci interessa parlare delle alternative, se esistono, se sono pronte, se sono economicamente sostenibili”.

È anche questa un’attrattiva e una specificità della Transizione: diffondere informazioni e proporre alternative, piuttosto che impegnarsi in proteste e battaglie. Questo naturalmente senza screditare chi le fa.

L’idea alla base di questo atteggiamento è ben espressa dall’eco-psicologa Joanna Macy quando parla (nel video sotto, ndr) delle diverse dimensioni del cambiamento: ci sono le forze che agiscono per rallentare la distruzione e quelle che contemporaneamente lavorano per mettere in piedi strutture alternative, che si sostituiscano progressivamente a quelle attuali, evidentemente in crisi.

La Transizione dovrebbe far parte di questo secondo mondo: costruire alternative.

Uno dei modi in cui lo fa, molto evidente nel processo di Transizione a Granarolo, è cercando la collaborazione, invece di competere. “Alcune proposte – ricorda Marco – erano già presenti a Granarolo quando abbiamo cominciato ad osservare la situazione. Tra tutte, la Banca del Tempo, a cui abbiamo semplicemente aderito, cercando di proporre eventi e sinergie per amplificarne la rilevanza. Fare rete con l’esistente è fondamentale, non serve creare alternative dove ci sono già, piuttosto serve individuarle, valorizzarle, lavorare insieme a loro”.

La prima cosa che i ‘transizionari’ di Granarolo fanno, quindi, è creare una struttura di approvvigionamento alimentare alternativa laddove manca: fondano un GAS, collegandosi però all’esperienza decennale del GASBo di Bologna e quindi, ancora una volta, lavorando all’insegna di apertura e collaborazione.

“Stiamo lanciando un progetto di informazione sulle energie rinnovabili insieme ad una cooperativa sociale della zona, vogliamo parlare di fotovoltaico ma anche del risparmio permesso dall’illuminazione, anche pubblica, a LED. Vogliamo estendere la cooperazione anche agli uffici del Sindaco e a negozi e supermercati locali, per una campagna sull’acqua bene comune”.

E ancora, collaborazioni all’esterno del territorio comunale, tramite contatti con i paesi vicini. “Vogliamo essere disponibili a parlare con gli altri, raccontare la nostra esperienza, offrire sostegno – anche solo sapere che c’è qualcun altro che si appassiona ai temi che ti appassionano è un supporto importante”. E si torna ad argomenti al cuore del processo di Transizione: il lavoro di gruppo e la responsabilità di farne parte.

Daria e Marco stanno anche facendo un percorso di transizione personale, completo di bicicletta elettrica e stufa a legna, per cui mi viene da chiedere: “Ma un gruppo, perché?”

“Lavorare con il gruppo è una responsabilità, ti prende tempo ed è difficile riuscire a non assumersi troppi incarichi, a delegare. Ma è anche una grandissima risorsa, soprattutto perché significa che il lavoro che fai non si disperde, non finisce tutto se tu vai via, ti trasferisci, cambi vita – hai contribuito a mettere in piedi un sistema sul territorio, un sistema che continuerà ad evolversi anche senza di te. Inoltre la presenza di più persone garantisce maggiori risorse, che siano spazi, beni materiali o, soprattutto, le idee. Le idee diventano molto più ricche”.

Il gruppo di Granarolo è ora formato da dieci persone che si incontrano due volte al mese. “Ci siamo conosciuti soprattutto tramite il GAS e la Banca del Tempo e siamo molto affiatati, fortunatamente… Per quest’anno ci auguriamo di allargare il gruppo, magari per fine anno saremo in trenta!”. Un obiettivo perseguito tramite laboratori e incontri pratici, dal compostaggio all’orto sinergico, affiancati da momenti di approfondimento, visione di documentari e conferenze.

Quando l’interesse per la Transizione sarà abbastanza alto e diffuso nella comunità, il gruppo intende sciogliersi in tanti sottogruppi tematici, per esempio sul cibo o sull’energia. “Stiamo passando dalla fase in cui era prioritario accrescere la nostra stessa consapevolezza a un momento in cui sentiamo l’esigenza di fare cose pratiche, visibili”. Come il GAS, appunto, che per ora è il più forte indicatore che, a Granarolo, qualcosa si sta muovendo.

“Cinquanta famiglie che spostano i propri consumi, che parlano di biologico, di acquistare dalle cooperative, di scegliere prodotti locali. Insomma, a volte guardando indietro ci sembra di non aver fatto poi molto… ma poi ci accorgiamo che stiamo lentamente mettendo radici, lasciando un’impronta sul posto in cui viviamo”.

Inceneritori: soluzione o problema?

marzo 15, 2011


– foto tratta dal sito di Arpa Emilia Romagna –

E’ stato molto interessante partecipare all’incontro di Mercoledì 23 febbraio 2011 a Castenaso (BO) organizzato e promosso dalla Lista Civica 5 Stelle di Castenaso, con: Patrizia Gentilini (oncologo), Carla Poli (direttrice Centro Riciclo Vedelago), Giovanni Favia (cons. regionale Movimento 5 stelle), Nunzio Diana e Piergiorgio Calà (cons. comunale Lista Civica Castenaso 5 stelle), Riccardo Brusori (Lista Civica Castenaso 5 stelle).

Mi hanno colpito (in ordine sparso e non d’importanza):
l’attivismo del Movimento 5 Stelle di Castenaso: un gruppo giovane, ecologista, che crede nella cura del territorio e delle persone che ci abitano. Se ci fosse a Granarolo un gruppo gemello lo voterei sicuramente.
la testimonianza e i dati della Dott.ssa Gentilini: in particolare i dati sulla salute, sulle gravidanze e i neonati, e un concetto: l’inceneritore fa male, e possiamo farne a meno… quindi: PERCHE’?
l’esperienza di Carla Poli e del Centro di Riciclo Vedelago: un’alternativa percorribile esiste, e produce economia e posti di lavoro. Se coi rifiuti (parola che ci ha insegnato è vietato usare perché in realtà si tratta di materiale post consumo) possiamo fare soldi e lavoro… allora, PERCHE’ bruciarli?
la partecipazione del Sindaco e dei membri del Consiglio Comunale: questo mi ha colpito moltissimo. Vuol dire che l’Amministrazione di Castenaso ascolta altre campane oltre ai dati di HERA per formarsi una sua opinione sull’effetto prodotto sulla salute dei cittadini e sull’inquinamento del territorio. Grande gesto.
la TOTALE assenza dell’amministrazione di Granarolo (se c’era qualcuno proprio non l’ho visto…). PERCHE’?
Un Cinema PIENO con persone attente, strette in piedi le une accanto alle altre, sedute per terra, perché i posti a sedere del Cinema erano pieni alle 20:40. Alle persone interessa della propria salute, interessa capire chi e cosa finanziamo per gestire i nostri rifiuti e quali conseguenze ci sono per il territorio.

Per saperne di più: la versione integrale degli interventi.
Inceneritore Poli – Gentilini 23 Febbraio 2011

I have a dream: leggiamo, parliamone, informiamoci, non fidiamoci delle miope informazioni trasmesse da HERA, chiediamo all’amministrazione comunale di farci sapere di più e di informarsi, lasciamo ai nostri figli un’eredità senza inceneritore con più posti di lavoro.

La transizione bolognese

febbraio 23, 2010

La Rete si allarga! Per rimanere aggiornati su eventi, incontri e per condividere i calendari potete iscrivervi al nuovo Meetup di Bologna in Transizione.

Sono nati anche nuovi gruppi: Bazzano, San Lazzaro e Bologna in Transizione.

E stasera tutti a Budrio!

Anche noi abbiamo in cantiere nuovi appuntamenti… coming soon!

Il primo anno di transizione: Granarolo nel 2009

febbraio 2, 2010

La Transizione a Granarolo procede a piccoli passi e in varie direzioni. Vediamo un po’ come è andato il primo anno provando a riassumere le attività del 2009.

Gruppo d’acquisto solidale

Il progetto avviato a dicembre 2008 di costituzione di un Gruppo d’Acquisto Solidale si può dire abbia avuto un notevole successo: il GranGas conta ormai circa 50 famiglie che comprano prodotti “conservati” (pasta, riso, legumi, vino, zucchero, biscotti, olio, cosmetici, detersivi, …) e freschi (frutta e verdura). Saltuariamente vengono organizzati anche acquisti spot di libri/riviste e prodotti tessili (abbigliamento e scarpe). Il GranGas è uno dei gruppi che costituiscono un’associazione bolognese più ampia, il GasBo (circa 200 famiglie socie sparse nel territorio che va dalla montagna, Salvaro, Porretta, Sasso Marconi, alla pianura, Granarolo, Castel Maggiore, risalendo verso San Lazzaro e Ozzano e passando attraverso la città in Via Paolo Fabbri, Via Belle Arti, Via Guerrazzi e Via Mazzini). L’organizzazione si regge sul lavoro volontario di tantissimi soci che si occupano di mantenere rapporti costanti coi produttori, di organizzare visite presso le aziende, di raccogliere gli ordini delle famiglie e di distribuire i prodotti. E’ un lavoro che non potrebbe essere svolto da nessun singolo e che per definizione richiede l’aiuto e la collaborazione di tutto il gruppo. Solo per dare un po’ i numeri possiamo dire che nell’arco del 2009 le famiglie di Granarolo hanno spostato i loro consumi spendendo 13.500 Euro di prodotti conservati (7 consegne circa, una volta ogni 6 settimane), 1.900 Euro di frutta e verdura (solo da giugno 2009 a dicembre 2009), più altri 1.000 Euro circa di marroni e kiwi.

Ecco qualche cifra sul gruppo “verdure” del GranGAS: dal 28 maggio 2009, giorno della prima consegna ufficiale del gruppo, sono state effettuate 16 consegne, per un totale di 180 ordini e 1900 euro. Una media di 12 famiglie hanno ordinato ad ogni consegna, con un minimo di 7 famiglie ed un massimo di 16. Economicamente parlando, una media di 120 euro sono stati spesi ad ogni consegna, con un minimo di 60 euro ed un massimo di 260 euro. Il gruppo verdure all’inizio aveva 30 soci, e adesso ne ha 49. Un piccolo pool di soci (circa 5) hanno sempre ordinato, gli altri l’hanno fatto a turno più o meno regolare. Direi che quasi tutti hanno ordinato almeno una volta da quando il gruppo esiste.

Quindi le famiglie hanno spostato i loro consumi, ma soprattutto hanno spostato azioni e pensieri! Siamo passati dalla totale dipendenza dal supermercato alla conoscenza diretta dei piccoli produttori locali; siamo passati dalla spesa solitaria alla spesa collettiva; siamo passati da prodotti altamente inquinanti delle multinazionali a detersivi ecologici prodotti da aziende regionali o quantomeno italiane. Non solo, è cambiato il packaging: non più mille piccole monodosi ma pacchi di pasta da 5 kg, detersivo in taniche da 5 litri (presto vorremmo passare alle taniche ricaricabili da 20 litri), farina in pacchi da 5 kg. Questo cambiamento è un cambiamento sociale: ci si trova insieme a discutere, scegliere e selezionare; ci si trova per dividere e distribuire i prodotti; si scoprono nuove forme di socialità, si creano nuove relazioni e nuove amicizie. Si scoprono anche le risorse del territorio in cui si vive e si ritorna a cucinare seguendo la stagionalità dei prodotti.

Banca del Tempo

Granarolo Città in Transizione ha inoltre la fortuna di svilupparsi in un territorio in cui è attiva e funzionante da dieci anni una Banca del Tempo. La Banca del Tempo è, nella sua semplicità, del tutto rivoluzionaria! Innanzitutto è una banca senza soldi, è un mezzo attraverso il quale le persone del territorio si mettono in contatto fra loro, si presentano e cominciano a relazionarsi. Nella Banca si deposita la propria disponibilità a scambiare prestazioni con altri Soci, usando il tempo come unità di scambio. In questo modo si offrono le proprie capacità per svolgere alcuni lavori (Commissioni, lezioni scolastiche, insegnamento uso computer, cura di animali, orto e giardino, taglio dell’erba, spesa, lavaggio auto, …) e si chiedono in cambio altre prestazioni. E’ un gruppo di volontariato, con persone di tutti i tipi, davvero eterogeneo. La Banca del Tempo offre delle possibilità preziosissime! Non solo si ottengono prestazioni che permettono di risparmiare tempo e risorse economiche (riparazione oggetti vari, cucito, piatti di cucina, …) ma la rete che si viene a creare permette alle persone del territorio di recuperare e coltivare la socialità e le relazioni di “buon vicinato”; si recuperano e si tramandano i saperi; si impara a dare al tempo un valore diverso, il tempo diventa relazione; le persone valgono tutte allo stesso modo. Anche gli anziani riscoprono la propria utilità sociale e possono scambiare tantissimi favori con soci più giovani (come ad esempio cucito e cucina in cambio di commissioni o lavori più pesanti).

La Banca del Tempo può essere quindi vista come la pietra miliare della Transizione poichè al suo interno si sviluppano importanti relazioni interpersonali, scambi, baratti, possibilità di riparare oggetti che altrimenti verrebbero buttati, reskilling, ecc ecc. Una delle ultime iniziative promosse dall’Associazione è la raccolta dei tappi di plastica. Un piccolo gesto quotidiano per vedere i nostri rifiuti da un altro punto di vista: conservarli li fa diventare una risorsa, anche economica. E’ un modo per sensibilizzare la cittadinanza (in un territorio che ospita uno degli inceneritori più grandi d’Italia) a occuparsi dei suoi rifiuti attraverso piccoli gesti. Il ricavato verrà utilizzato per comprare attrezzi ludico-sportivi per i giardini pubblici di Granarolo.

Energie rinnovabili

Granarolo in Transizione si è occupata nel 2009 anche di energia organizzando un incontro a Marzo su GAS Energia, un progetto nazionale avviato dai Gas per acquistare e produrre energia pulita e rinnovabile, e per illustrare progetti di autocostruzione di impianti solari termici. A seguito dell’incontro è stato poi organizzato ad ottobre 2009 un Corso di Autocostruzione Solare in un’abitazione di Granarolo che ha potuto contare una trentina di partecipanti e ha permesso l’installazione e l’allacciamento dei pannelli nel corso di un solo fine settimana. L’Autocostruzione ha consentito un certo risparmio, ha dotato i partecipanti di importanti nozioni, ha creato una rete di conoscenze e amicizie (lo stesso gruppo ha deciso di ritrovarsi spontaneamente e “a gratis” qualche settimana dopo presso un’altra abitazione a Pioppe di Salvaro per auto-installare altri pannelli).

Autoproduzione e decrescita

Un progetto recente a cui Granarolo in Transizione ha aderito è “Gasbo fai-da-te” un gruppo di autoproduzione che ha fatto proprio il motto: “Sapere. Fare. Saper fare. Far sapere”. A Granarolo verranno presto organizzati alcuni incontri sull’autoproduzione di oleoiti e cosmetici; sulla creazione di piccoli orti domestici; sulla creatività e il riciclaggio.

Buoni propositi per il futuro:

  • allargare il gruppo GranGas
  • incentivare gli scambi fra soci della Banca del Tempo
  • supportare la rete di associazioni del territorio (Tavolo del Volontariato) e il volontariato in generale;
  • diffondere pratiche di sostenibilità (energia, autoproduzione, risparmio, riutilizzo, baratto, …)
  • far conoscere la Transizione organizzando T-talk e altri eventi

Ringrazio Christine, Marina, Marco, Stefano, Maria, Nordana, Mirco, Rossella, Sabrina, Pietro, Matteo, Renato e tutti coloro che ho dimenticato ma che collaborano per far funzionare questa rete virtuosa!

Corso di autocostruzione dei pannelli solari

settembre 4, 2009

volantino corsoGRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE BOLOGNA – RETE PER L’AUTOCOSTRUZIONE SOLARE http://www.gasbo.it

Imparare a costruire da soli i pannelli solari
3 e 4 ottobre 2009
CASA DI MARCO E DARIA
via Viadagola 46/11 Granarolo E. (BO)

informazioni sul corso : 051/917308-339/8700157 – info@gasbo.it
informazioni tecniche : bruno.tommasini@autocostruzionesolare.it

PREMESSE
Oltre ad essere preziosi dal punto di vista ambientale, i pannelli solari termici sono molto vantaggiosi dal punto di vista economico: la loro installazione è conveniente in ogni zona d’Italia.
In pochi anni si recupera la spesa con il risparmio sulla bolletta del gas, dopo di che l’acqua calda che se ne ricava non costa più nulla.
La tecnologia dell’impianto solare autocostruito è stata sviluppata e migliorata negli ultimi 20 anni da gruppi austriaci di autocostruzione. Oggi l’Austria, primo paese europeo nell’uso del solare termico, ha in opera ben 300.000 m2 di pannelli solari autocostruiti. I pannelli solari autocostruiti costano la metà di quelli in commercio, a pari efficienza.

Con la pratica dell’autocostruzione, l’utilizzatore finale acquisisce maggiore consapevolezza sull’uso delle risorse e sulle applicazioni delle tecnologie più appropriate disponibili, aumentando la propria autonomia rispetto all’offerta di tecnologia proposta dal mercato.

FINALITA’
Imparare a costruire da soli un impianto solare per la produzione di acqua calda (pannello solare termico) .

PROGRAMMA
Il corso è impostato per offrire la teoria, le basi e la pratica dell’autocostruzione in un ciclo integrato di “conoscenza ed esperienza”.
Esso comprende:

*Introduzione ai flussi naturali di energia sulla terra, il movimento diurno del sole nelle stagioni, la valutazione dell’energia solare disponibile, le tecniche di raccolta e le modalità di utilizzo.
*Disponibilità ed utilizzi dell’energia solare
*Fondamenti della tecnologia dei collettori solari per produzione di acqua calda. Sistemi a circolazione naturale e a circolazione forzata.
*Dimensionamento e criteri di scelta dell’impianto in funzione delle necessità dell’utente.
*Analisi della convenienza economica dell’impianto autocostruito.
*Costruzione in loco di un collettore solare da 8 m2, sufficiente per soddisfare il fabbisogno estivo di acqua calda sanitaria al 100 % e una quota di ca. 70 % del fabbisogno annuale. Inoltre l’impianto verra’ collegato all’impianto di riscaldamento a pavimento gia’ esistente per contribuire nei mesi invernali al riscaldamento della casa di Marco e Daria.
*Installazione e messa in opera sul tetto dei pannelli costruiti durante il corso
*avvio dell’impianto

A CHI E’ RIVOLTO
A tutti coloro che sono interessati al rispetto per l’ambiente, a diminuire la propria impronta ecologica sul pianeta e risparmiare utilizzando l’unica risorsa veramente gratuita: il sole. E’ un corso svolto in modo chiaro, semplice e molto pratico che permette di realizzare da subito quanto imparato.

INFORMAZIONI LOGISTICHE
sabato 3 e domenica 4 ottobre: ore 9,30- 18,00

La quota di partecipazione al corso è di 120 euro iva compresa. Per i soci dell’associazione La madia Gasbo la quota e’ 100 euro.

A tutti i partecipanti verranno fornite tutte le indicazioni per reperire i materiali, un cd rom e la bibliografia utile. Inoltre verra’ fornito un attestato di partecipazione necessario per fruire della detrazione IRPEF del 55% sul costo di un eventuale proprio impianto solare autocostruito.
La quota per chi desiderasse dormire tra sabato e domenica e/o tra venerdi’ e sabato e’ 5 euro, la sistemazione sara’ in camerate con bagno comune; portare lenzuola, federe e asciugamani propri. Si puo’ dormire gratuitamente in tenda.

Altre sistemazioni nei dintorni:

*Ostello S.Sisto web; http://www.ostellionline.org/ostello.php?idostello=172 in via Viadagola 14.
Prezzi da 16 a 25 Euro.
*LOCANDA I PORTICI v. Roma 79 Granarolo Dell’Emilia (BO)
tel: 051 6056478 fax: 051 6056478
email: max.locandaiportici@gmail.com
*Agriturismo La campana” a Cadriano http://www.lacampanaagriturismo.it/index.html

Per il pranzo del sabato ciascuno porta qualcosa da condividere con gli altri, la quota per i pasti (cena di sabato e pranzo di domenica) e’ 10 euro a pasto.

Per prenotarsi compilare la scheda di iscrizione sottostante e inviarla per e-mail a: info@gasbo.it
Per poter permettere un efficace partecipazione i posti sono limitati per cui accetteremo solo le prime 20 iscrizioni ricevute. Non appena riceviamo la vostra domanda di iscrizione, vi confermiamo la disponibilità di posto e vi chiediamo di effettuare un bonifico con un acconto di 50 euro sul c\c dell’ Associazione La Madia – Gasbo c\o Banca Etica

IBAN: IT 46 I 05018 02400 000000106785

indicando nella causale “iscrizione corso pannelli solari”.

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SCHEDA DI ISCRIZIONE CORSO AUTOCOSTRUZIONE PANNELLI SOLARI 3/4 ottobre 09 (fare copia e incolla e inviare e-mail a info@gasbo.it)

Cognome e nome

citta’

tel. fisso

cellulare

email
desidero pernottare
venerdi’ 2/10 SI NO
sabato 3/10 SI NO

sarò presente ai seguenti pasti:
sabato sera SI NO
domenica a mezzogiorno SI NO

diponibilita’ posti auto x altri partecipanti nr…

(cancellare le voci che non interessano)

Altre info su www.gasbo.it

Il nuovo Training per cambiare il mondo

settembre 3, 2009

Sono aperte le iscrizioni al prossimo Transition Training che si terrà a Monteveglio il 31 ottobre 1 novembre 2009. Tutte le informazioni le trovate qui.

GAS Energia

febbraio 24, 2009

volantino-gas-energia

L’11 Marzo ore 20:30, presso la Sala Polivalente del Borgo Servizi, via San Donato 74 a Granarolo, parleremo del progetto (come e perché è nato, obiettivi, cosa possiamo fare a Bologna e Provincia) e di Autocostruzione (come installare un impianto solare termico attraverso l’organizzazione di un corso di autocostruzione).

Per informazioni: http://www.gasbo.it – granarolo AT gasbo PUNTO it

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Plastica per ginnastica!

gennaio 29, 2009

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La Banca del Tempo La Clessidra si lancia in una nuova sfida! L’idea è quella di raccogliere tantissimi tappi di plastica (polietilene) per finanziare l’acquisto di attrezzi ludico-sportivi per i giardini di Granarolo.

Tra pochi giorni tutti i dettagli, nel frattempo (se ancora non riuscite a fare a meno di comprare bottiglie di plastica) non buttate via i tappi!

Quanto dovrebbe costare il petrolio?

gennaio 17, 2009

Articolo di UGO BARDI tratto da ASPO Italia

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Dati da Cambridge Energy Research (CERA), riprodotto da Nate Hagens (The Oil Drum)

Con l’abbassamento del prezzo del petrolio degli ultimi tempi, tutti hanno tirato un sospiro di sollievo. “Speriamo che duri così”, ho sentito dire da una signora che comprava una camicia in un negozio della mia città.

Purtroppo, ho l’impressione che non durerà, e che se durasse così sarebbe molto peggio. Guardate la figura più sopra. Con il petrolio sotto i 40 dollari al barile (come lo è al momento in cui scrivo) più di metà della produzione mondiale è venduta in perdita.

Nessuno produce per rimetterci e se vogliamo che la produzione continui ai livelli attuali, bisogna che il prezzo del petrolio risalga almeno a oltre 80 dollari al barile. Se i prezzi rimangono bassi come lo sono adesso, la produzione non potrà che diminuire drasticamente.

Speriamo che non duri!

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Nota: come avevo accennato in un post precedente, i costi di produzione si dividono in costi di “lifting” (estrazione vera e propria) a cui si aggiungono i costi di esplorazione e sviluppo. I costi di lifting sono abbastanza bassi in confronto ai costi di esplorazione e sviluppo. Per questo, una volta che uno ha trovato un giacimento e lo ha messo in produzione, è probabile che preferisca vendere comunque anche se sa che non sta riprendendo i costi totali. Per cui, anche con i prezzi bassi attuali, si continua a estrarre. Dove i bassi prezzi fanno danni è soprattutto sugli investimenti in nuove ricerche.

16 gennaio 2009