La mente di Bardi

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Ieri pomeriggio c’è stato il primo incontro del ciclo Transizione di Monteveglio. Ospite Ugo Bardi, Presidente ASPO Italia. Oltre all’incontro si è provato ad organizzare un miniguppo operativo che però è stato distratto dalla pizzata e quindi ci si riaggiornerà.

Sarà stato passare qualche ora sul bancone di Nicola ad ascoltare i discorsi su TV, economia informale, Lisciva, ecc… ma ero proprio predisposto bene ad ascoltare Bardi in una sala stipata…

La mente del professore è una meraviglia della natura e per un ora sono stato ipnotizzato ad ascoltare una bellissima presentazione sulla resistenza al cambiamento. La resistenza al cambiamento non ci consente di modificare il nostro stile di vita per investire oggi il petrolio che ci rimane nella creazione di sistemi rinnovabili di produzione dell’energia. Sarebbe l’investimento più importante da fare sia singolarmente che collettivamente. Bardi, come al solito, parla a più livelli di comprensione, i suoi ragionamenti sono stati recepiti dalle persone presenti in modi diversi ma per tutti sono stati un arricchimento.

Per quelli che in questi ultimi anni hanno studiato il problema del picco è evidente che in questo momento storico è fondamentale rivolgere tutti gli sforzi sul problema energetico perché se non lo si risolve non ci saranno pensioni, sanità, istruzione, sicurezza così come le conosciamo oggi. Senza energia questo mondo finisce… e se l’energia disponibile finisse… niente vacanze al mare, niente lavoro, nessun sistema economico da salvare. Questo è il punto. Certo il petrolio non finisce da un giorno all’altro. E quindi è semplice pensare “lo farò domani”… ma la riconversione energetica alle rinnovabili è un processo estremamente lungo e difficile. I 20/30 anni di petrolio che potremmo dissotterrare ad alto prezzo o il carbone che potremmo utilizzare per dare qualche anno di vita in più al sistema hanno un prezzo enorme. La terra si trasformerebbe in un piccolo forno con un aumento medio della temperatura che potrebbe essere contenuto a 2/4 gradi, ma la terra è un sistema complesso e potrebbe anche sovrareagire a + 8°… l’umanità ha vissuto gran parte della propria vita in un’era glaciale (-8° rispetto ad oggi) poi ha proliferato con la fine dell’ultima glaciazione (negli ultimi 10.000 anni) ma un periodo più caldo di questo l’umanità non l’ha mai vissuto… Reggerà il sistema agricolo? Ci sarà da mangiare per un miliardo di persone? E gli altri sei che adesso vivono sul pianeta che fine faranno?

Sono inquietanti interrogativi che sinceramente non vorrei vedere realizzati. Quindi continuo a fare la mia parte, ad imparare nuove strategie di vita, e creare una piccola alternativa che magari non cambierà il sistema ma potrebbe comunque essere un’esperienza preziosa quando altri penseranno che è giunto il loro momento di cambiare.

Ieri abiamo conosciuto anche Vieri Molinari, un ragazzo di 22 anni molto positivo. Nella vita fa il musicista, un busker di professione, un’artista di strada… un vero contrappasso rispetto al professore. Una forza della natura e soprattutto della parola. Spontaneo e naturale non ha evidenziato un filtro attivo tra la mente e la parola. In merito all’osservazione che siamo tutti un po’ ipocriti perché eravamo giunti a Monteveglio in auto, consumando benzina, vorrei rispondere così: è indubbiamente vero. Non abbiamo ancora completato il processo di transizione… stiamo iniziando ma, forse, le parole che sono state dette innescheranno reazioni positive tali da compensare qualsiasi emissione o spreco generato nella giornata di ieri. Ecco, così mi sento più positivo di Vieri…

Dei numerosi interventi e del dialogo che si è creato dopo non dirò nulla. Così impara chi non è venuto pensando che tanto sono cose che si possono anche leggere da casa. Beh, ieri mi sono sentito molto vivo e vivere insieme ad altri questo periodo è un’eperienza che da sola vale veramente tantissimo.

Buona transizione a tutti e mille di questi giorni.
M.
PS ciao Luca, appena riusciamo veniamo a trovarti a Manciano, nel frattempo considera sempre di avere ospitalità in quel di Granarolo.

(Su questo incontro leggi anche: 4 anni per salvarci?)

(Sul precedente incontro con Bardi: Moby Dick, Ugo Bardi, Lester Brown e il picco del petrolio – Terranauta)

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2 Risposte to “La mente di Bardi”

  1. 4 anni per salvarci « Io e la Transizione Says:

    […] effetti sabato si è parlato soprattutto di questo (vedi anche qui). Dello sbigottimento di tutti quelli che sanno quanto lo scenario sia brutto e che non riescono a […]

  2. 4 anni per salvarci? « Monteveglio Città di Transizione Says:

    […] effetti sabato si è parlato soprattutto di questo (vedi anche qui). Dello sbigottimento di tutti quelli che sanno quanto lo scenario sia brutto e che non riescono a […]

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